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Museo della Deportazione di Prato

Speciale Prato 2009

Il Museo della Deportazione e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza.
Via Cantagallo, 250 - Figline, Prato (PO)

Orario:
* Lun - Mer - Gio - Ven: 9.30 / 12.30
* Lun - Gio - Sab - Dom: 15.00 / 18.00
* Mar: chiuso

tel. 0574 470728

Sito del Museo


(Fonte: sito del Museo) Il percorso nel Museo della Deportazione è concepito come un viaggio simbolico in un campo di lavoro e di sterminio nazista. Si vuole così ricordare la vicenda degli operai del Pratese deportati nei lager di Mauthausen e di Ebensee in Austria e, con essa, quella di milioni di uomini e donne, vittime di rastrellamenti avvenuti in ogni parte d'Europa, deportati per motivi politici e razziali secondo il disegno di asservimento e annientamento di interi popoli messo in atto dal III° Reich durante il secondo conflitto mondiale.

Alcuni oggetti esposti, donati alla città dall'Associazione degli ex deportati, sono originali, provenienti dai campi e dalle fabbriche scavate in gallerie nelle montagne di Ebensee dagli stessi prigionieri. Altri sono stati ricostruiti per iniziativa dei pochi superstiti, dopo il loro ritorno a Prato, per la necessità di testimoniare le atrocità subite nel lager e le terribili condizioni del lavoro-schiavo.



Oltre ad avere un indubbio valore di testimonianza, gli oggetti (collocati in espositori che suggeriscono "squilibrio e precarietà") possiedono anche un significato simbolico: ci raccontano che un oggetto apparentemente insignificante, ad esempio una ciotola, poteva voler dire sopravvivenza o morte.
Gli oggetti sono illustrati da didascalie con citazioni tratte da testimonianze di ex-deportati, corredati da fotografie e commentati da filmati trasmessi da 10 monitor dislocati nel percorso museale.

(Fonte: sito del Museo) Il Centro di documentazione della Deportazione e Resistenza è dotato di uno spazio riservato ad incontri e conferenze con possibilità di proiezioni, con circa 80 posti a sedere. La struttura dispone di una biblioteca e videoteca, di uno spazio riservato alla consultazione del materiale contenuto nel Centro e di postazioni individuali al computer.
Il Centro intende fornire a studiosi e cittadini, con una particolare attenzione alle giovani generazioni, risorse su supporti vari che aiutino a comprendere e a riflettere sui processi storici che hanno segnato il Novecento. In particolare viene organizzata e resa disponibile, non solo per ricerche specialistiche ma anche per iniziative didattiche, una documentazione incentrata sulla memoria delle deportazioni e sui movimenti di Resistenza al fascismo e al nazismo.
Attraverso la collaborazione con istituti di ricerca, associazioni, altri centri analoghi in Italia e all'estero, il Centro intende cooperare allo sviluppo di una rete informativa di fonti e documentazione sugli argomenti storici citati e alla creazione di un catalogo collettivo su Resistenza, Antifascismo, Deportazione e Persecuzioni.
Il Centro vuole porsi anche come luogo d'incontro per quanti attraverso la cooperazione interculturale intendono approfondire i temi della memoria e dell'impegno civile.
La Biblioteca comunale "A. Lazzerini", polo tecnico del sistema bibliotecario provinciale, coordina lo sviluppo del Centro di documentazione, ne cura l'integrazione nella rete documentaria locale e regionale, promuove lo sviluppo di relazioni con altri centri specializzati, lo scambio di dati bibliografici e la circolazione delle ricerche.
Alla futura progettazione delle attività culturali e scientifiche del Museo e del Centro di documentazione cooperano storici e studiosi quali Enzo Collotti, Nicola Labanca, Brunello Mantelli e Marco Palla.

SPECIALE DEDICATO A PRATO

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