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2008-2

VIDEO > Archivio Storico Mostre

fIRENZE - I MACCHIAIOLI E LA FOTOGRAFIA

I MACCHIAIOLI E LA FOTOGRAFIA
Firenze - MNAF (Museo Nazionale Alinari della Fotografia)
Fino al 15 febbraio 2009
Piazza S. Maria Novella 14 - te. 055 216310
Orario mostra: Tutti i giorni ore 9,30-19,30.
Sabato chiusura ore 23,30
Chiuso il mercoledì
www.firenzeperfattori.it

Gli eventi che hanno caratterizzato l’anno del centenario della morte di Giovanni Fattori si chiudono al Museo Alinari con una mostra particolarissima: un incontro tra le innovazioni pittoriche dei Macchiaioli e gli albori di un’arte destinata a rivoluzionare il panorama delle tecniche espressive: la fotografia.
Gli Alinari sono i fondatori, a Firenze, della più antica azienda fotografica, nel 1852. I Macchiaioli toscani una delle più originali avanguardie del 19 secolo.

Le due arti si incontrano, si influenzano, non ancora si mescolano ma dialogano attorno a ciò che maggiormente hanno in comune, l’oggetto della loro ricerca: la poesia della luce.
La pittura è arte della mente, la fotografia dell’occhio. Ma dov’è il confine? Fermare un’immagine attraverso un processo chimico, le luci e le ombre del bianco e nero…il dibattito era vivacissimo tra i pittori dell’Ottocento.

Al Caffè Michelangelo di Via Cavour, centro nevralgico di letterati e artisti fiorentini, più di un’animata conversazione doveva vertere su questa neonata tecnica espressiva. In particolare nacque su questa base un forte legame tra i Macchiaioli e i fratelli Alinari, Romualdo e Vittorio.
E così vediamo a confronto i dipinti di Signorini, Fattori, Borrani con scatti rarissimi provenienti dall’Archivio Alinari ma non solo.
(
SeeTen production)

L'amore, l'arte e la grazia – Raffaello: la Madonna del cardellino restaurata
Palazzo Medici Riccardi
Dal 23 novembre 2008 al 1 marzo 2009
Orario 9-19, chiuso mercoledì
Dettagli sulla mostra

Si è concluso il lungo restauro di una delle icone del Rinascimento, la Madonna del Cardellino di Raffaello, in mostra in questi giorni a Palazzo Medici Riccardi. Sono 10 anni che manca dagli Uffizi, chi l’ha vista si ricorderà un quadro un po’ opaco, a tinte giallastre. Bhè, non lo riconoscereste.

E’ stato un lavoro difficile, microchirurgico quasi. Ne sono riemersi particolari mai visti e quelli che si ritiene siano i veri colori usati da Raffaello.

Erano gli inizi del Cinquecento quando il pittore ne fece dono all’amico Lorenzo Nasi. Pochi anni dopo il dipinto fu vittima di una frana dal quale fu recuperato a pezzi. Il primo restauro si ritiene che sia stato fatto da Ridolfo del Ghirlandaio, grande amico di Raffaello. I suoi lavori fanno da cornice alla Madonna proprio a testimoniare lo stretto legame tra i due: la Mondaca di Rodolfo e la Gravida di Raffaello. Ma anche altre opere che inquadrano meglio il dipinto nella Firenze del Cinquecento.

La lezione di Leonardo da Vinci nel dipinto di Raffaello, già evidente dalla posizione piramidale dei soggetti, riemerge con chiarezza nello sfumato dello sfondo. Inoltre, la complessa operazione ha rivelato anche particolari critici della sua tecnica pittorica, come l’uso dello spolvero per il passaggio del disegno dal cartone alla tela.

D’ora in poi la Madonna del Cardellino sarà conservata in una particolare teca, in tutto simile a una cornice ma in grado di mantenere un microclima costante per una migliore conservazione.
(
SeeTen production)

L'amore, l'arte e la grazia – Raffaello: la Madonna del cardellino restaurata (2)
Palazzo Medici Riccardi
Dal 23 novembre 2008 al 1 marzo 2009
Orario 9-19, chiuso mercoledì
Dettagli sulla mostra

MUSEO PIETRO ANNIGONI
Nuova apertura!

Una selezione di 120 opere del Maestro Annigoni
Firenze - Villa Bardini - Costa San Giorgio 2
SCHEDA


Pietro Annigoni lavora per quasi sei secoli, testimoniando la realtà cangiante della storia contemporanea. Viene perceppito come l'erede alla tradizione dei grandi ritrattisti del Rinascimento.

Fu chiamato per raffigurare icone come sua Maestà la Regina Elizabetta II dell'Inghilterra. Ciò che caratterizza il lavoro di Annigoni è la drammaturgia che emerge soprattutto nei ritratti.

Non hanno mai l'aria di essere dei soggetti qualsiasi, ma attori, personaggi.

Come se l'ultimo dei loro pensieri fosse star lì a posare per un quadro, sempre intenti a fare altro, sembrano interrotti dal pittore durante un pensiero, forse una preoccupazione. Il suo stile riflette un atteggiamento eclettico. C'è un poco di Dalì nei suoi sfondi surreali.

Si intravede Caravaggio nel chiaroscuro di alcune opere. E anche Maxfield Parrish nella leggerezza dei suoi volti femminili. Il museo alla Villa Bardini, al cui allestimento hanno fornito un prezioso contributo anche i figli e la vedova dell'artista, rappresenta la più grande collezione al mondo dell'opera di Pietro Annigoni.
(SeeTen production)

Mestieri della Moda - Firenze
Visite guidate gratuite a luoghi d'arte, botteghe e ateliers

Fino al 16 giugno 2009
Informazioni

ITINERARI DELLA MODA
Ogni martedì e venerdì
Fino al 16 giugno 2009
varie partenze - consultare
www.florenceartfashion.com

Il Comune di Firenze, Assessorato al Turismo e Sistema Moda presenta PERCORSI DI MODA A FIRENZE TRA ARTE, BOTTEGHE E ATERLIERS.

Guide specializzate vi porteranno alla scoperta dell’artigianato fiorentino, da sempre sinonimo di eleganza, tradizione, gusto e raffinatezza.

Gli itinerari si svolgono il martedì e il venerdì. Iniziano alle 15.30 e durano circa tre ore.

Comprendono la visita a due botteghe artigiane e - visto che a Firenze artigianato fa rima con storia - anche a un luogo d’arte del capoluogo toscano.

Le visite sono gratuite, salvo l’eventuale biglietto d’ingresso al museo, chiesa o monumento in programma quel giorno. La prenotazione può essere effettuata dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 chiamando il numero 055.2340742.

Percorsi di moda a Firenze. Fino al 16 giugno.

MUSEO CAPUCCI - RITORNO ALLE ORIGINI (1)
(fino a ottobre 2008)
Villa Bardini, Costa San Giorgio 2, Firenze
Orari: 10-19 chiuso il primo e l'ultimo lunedì del mese
5 euro Info Firenze Musei Tel. 055 2654321
info@fondazionerobertocapucci.com - www.fondazionerobertocapucci.com


A Firenze c'è un museo dedicato a un sarto d'altri tempi. Ma definirlo sarto, o stilista, è decisamente riduttivo. Roberto Capucci è un artista che invece di pennello, scalpello o strumento musicale si serve di ago e filo. I suoi abiti sono incredibili creature fatte di stoffe, colori e amore, che sembrano sintetizzare tutte le arti.

Il Museo Capucci, diciamolo subito, non è un museo per addetti ai lavori. Per rendersi conto della particolarità del suo talento, vale assolutamente la pena di scoprirlo a Villa Bardini, dove ha sede anche la Fondazione che porta il suo nome. Non è un caso che sia Firenze ad ospitare questo museo. È infatti qui che Capucci ha mosso i suoi primi passi nel mondo della moda. Era il 1951.

La collezione nel museo è semipermanente e i pezzi esposti cambiano durante l'anno. Fino all'autunno il titolo della mostra è Ritorno alle origini, omaggio a Firenze e presenta 43 pezzi tra cui 8 inediti del 2007 e due abiti scultura: Oceano, realizzato per l'expo di Lisbona del '98 e Giorgini, in omaggio al suo mentore.

Questo “cavalierie solitario della moda”, come si definisce, è un collezionista di scelte coraggiose, a partire da quella di non seguire le leggi del business e dei dettami della moda. I volumi creati da Capucci esprimono il lavoro di un artigiano di altissimo livello, lo studio continuo del matrimonio perfetto tra colori e tessuto, il valore che dà a ogni singolo capo e ogni singola persona che ci ha lavorato.

Molte le creazioni dedicate alla natura, tra i temi prediletti da Capucci. Ma anche un'ispirazione legata al bellissimo giardino che circonda la Villa. Questa oasi verde che si affaccia sulla città rende la visita al Museo Capucci un'alternativa ancora più interessante al classico percorso turistico, e un'occasione per trovare un po' di fresco nelle calde giornate estive.

MUSEO CAPUCCI - RITORNO ALLE ORIGINI (2)
(fino a ottobre 2008)
Villa Bardini, Costa San Giorgio 2, Firenze
Orari: 10-19 chiuso il primo e l'ultimo lunedì del mese
5 euro Info Firenze Musei Tel. 055 2654321
info@fondazionerobertocapucci.com - www.fondazionerobertocapucci.com


A Firenze c'è un museo dedicato a un sarto d'altri tempi. Ma definirlo sarto, o stilista, è decisamente riduttivo. Roberto Capucci è un artista che invece di pennello, scalpello o strumento musicale si serve di ago e filo. I suoi abiti sono incredibili creature fatte di stoffe, colori e amore, che sembrano sintetizzare tutte le arti.

Il Museo Capucci, diciamolo subito, non è un museo per addetti ai lavori. Per rendersi conto della particolarità del suo talento, vale assolutamente la pena di scoprirlo a Villa Bardini, dove ha sede anche la Fondazione che porta il suo nome. Non è un caso che sia Firenze ad ospitare questo museo. È infatti qui che Capucci ha mosso i suoi primi passi nel mondo della moda. Era il 1951.

La collezione nel museo è semipermanente e i pezzi esposti cambiano durante l'anno. Fino all'autunno il titolo della mostra è Ritorno alle origini, omaggio a Firenze e presenta 43 pezzi tra cui 8 inediti del 2007 e due abiti scultura: Oceano, realizzato per l'expo di Lisbona del '98 e Giorgini, in omaggio al suo mentore.

Questo “cavalierie solitario della moda”, come si definisce, è un collezionista di scelte coraggiose, a partire da quella di non seguire le leggi del business e dei dettami della moda. I volumi creati da Capucci esprimono il lavoro di un artigiano di altissimo livello, lo studio continuo del matrimonio perfetto tra colori e tessuto, il valore che dà a ogni singolo capo e ogni singola persona che ci ha lavorato.

Molte le creazioni dedicate alla natura, tra i temi prediletti da Capucci. Ma anche un'ispirazione legata al bellissimo giardino che circonda la Villa. Questa oasi verde che si affaccia sulla città rende la visita al Museo Capucci un'alternativa ancora più interessante al classico percorso turistico, e un'occasione per trovare un po' di fresco nelle calde giornate estive.

Presenze – Paesaggi Italiani (2)
Fotografie di George Tatge
15 luglio – 28 settembre 2008
Villa Bardini, Firenze
Aperto 9 – 19 eccetto il 1° ed ultimo lunedì del mese
Ingresso libero

Quando per scattare una foto basta usare il telefonino, e macchine digitali creano memorie istantanee, è facile confondere l'arte di documentare la realità con l'arte di svelarla. Eppure il messaggio della fotografia rimane più forte che mai, e ha sempre un certo fascino immaginare il fotografo nella sua camera oscura mentre dosa con grande pazienza luce, colore, ed ombra.

Presenze – Paesaggi Italiani (1)
Fotografie di George Tatge
15 luglio – 28 settembre 2008
Villa Bardini, Firenze
Aperto 9 – 19 eccetto il 1° ed ultimo lunedì del mese
Ingresso libero

Le fotografie di George Tatge ci invitano a fare precisamente questo. L’artista, con una carriera notevole alle spalle incluso un periodo come direttore del Museo Nazionale Alinari della Fotografia, offre “Presenze – Paesaggi Italiani” alla Villa Bardini. Con una collezione di immagini, la maggior parte inedite, Tatge presenta la natura nel suo stato più etereo. Perceppiamo la presenza dell'uomo nei segni che lascia sulla terra. Chissà, forse il background cosmopolita dell’artista – è italo-americano, nato ad istanbul – lo ha portato verso una ricerca di quegli spazi aperti e di quei fenomeni naturali non limitati da nazionalità o identità etnica. L'ispirazione per la serie, compiuta in un arco di venticinque anni, è anche dalle ricerche del land art degli anni Settanta. Tatge svela le origini del paese con immagini che hanno un senso quasi inquietante, e sicuramente misterioso.

L’eredità di Giotto (promo)
L’arte a Firenze tra il 1340 e il 1375
Firenze, Galleria degli Uffizi
10 giugno – 2 novembre 2008
Martedì – Domenica, ore 8.15 - 18.50
Dal 1 luglio al 30 settembre ogni martedì e mercoledì apertura prolungata fino alle 22.00
Chiuso il lunedì

Spesso si identifica il periodo di massimo splendore di Firenze con il Rinascimento, dimenticando il vero secolo d'oro di questa città: il Trecento. C'è ad esempio nella storia dell'arte, un prima e un dopo l'incredibile innovazione di Giotto, che certamente tutti conoscono. Una mostra agli Uffizi sottolinea ora per la prima volta in modo approfondito l'eredità che ha lasciato ai suoi seguaci e come il talento di questi ultimi abbia aperto le porte a chi è venuto dopo.

L’eredità di Giotto
L’arte a Firenze tra il 1340 e il 1375
Firenze, Galleria degli Uffizi
10 giugno – 2 novembre 2008
Martedì – Domenica, ore 8.15 - 18.50
Dal 1 luglio al 30 settembre ogni martedì e mercoledì apertura prolungata fino alle 22.00
Chiuso il lunedì

Spesso si identifica il periodo di massimo splendore di Firenze con il Rinascimento, dimenticando il vero secolo d'oro di questa città: il Trecento. C'è ad esempio nella storia dell'arte, un prima e un dopo l'incredibile innovazione di Giotto, che certamente tutti conoscono. Una mostra agli Uffizi sottolinea ora per la prima volta in modo approfondito l'eredità che ha lasciato ai suoi seguaci e come il talento di questi ultimi abbia aperto le porte a chi è venuto dopo.

Louis Molina-Pantin
25 giugno - 28 settembre 2008
Firenze
Villa Bardini - Costa S. Giorgio, 2 e 6a
ingresso gratuito

Narco-architettura. Il termine esprime l'effetto stupefacente delle ville grottesche del cartello colombiano. L'occhio aperto e sbalordito dell'artista sud-americano Luis Molina-Pantin ha catturato quest'effetto in una serie di foto in esposizione, per la prima volta a Firenze, alla Villa Bardini.

Firenze e gli antichi Paesi Bassi
1430 - 1530
Dialogo tra artisti: da Jan van Eyck a Ghirlandaio, da Memling a Raffaello...
Palazzo Pitti, Galleria Palatina, Sala Bianca
dal 20 giugno fino al 26 ottobre 2008
ingresso:
12 € intero
6 € ridotto per cittadini della Comunità Europea tra i 18 anni e i 65 anni.
Gratuito per cittadini della Comunità Europea sotto i 18 anni e sopra i 65 anni.
Orari: martedì - domenica 8,15-18,50
Chiuso il LUNEDì

Una mostra alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti riunisce capolavori della pittura fiamminga portati a Firenze dalle famiglie dei mercanti nel periodo che va dal 1430 al 1530. Il confronto con il Rinascimento fiorentino apre una riflessione stimolante su stili e influenze.
INTERVISTA alla dott.ssa Cristina Acidini, Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino
Vedendo accanto pitture degli antichi fiamminghi olandesi e dei fiorentini del Quattro e del Primo cinquecento si capisce che c'è stata una sorta di attenzione, specialmente da parte dei fiorentini, molto viva ed entusiastica che ha portato i pittori a prendere in prestito delle soluzioni particolari.

Il fatto di aver messo a confronto, fisicamente, come non avveniva dal 1947 (l'ultima mostra dedicata a questo tema), originali di due grandi civiltà pittoriche - quella degli antichi Paesi Bassi e quella fiorentina - dà luogo a un incontro che solamente dal vivo ha il suo senso. I libri naturalmente sono importanti ma non danno questa serie di emozioni e opportunità di approfondimento.

Qui ci sono lavori che vengono anche dalle gallerie fiorentine stesse: gli Uffizi sono dei grandi prestatori. Ma tolti dal percorso abituale della Galleria degli Uffizi e inseriti in quello che è davvero un percorso di nuovo dialogo, anche i quadri più conosciuti acquistano improvvisamente una valenza nuova e diversa che ci induce a vederli con altri occhi.

Firenze e gli antichi Paesi Bassi
1430 - 1530
Dialogo tra artisti: da Jan van Eyck a Ghirlandaio, da Memling a Raffaello...
Palazzo Pitti, Galleria Palatina, Sala Bianca
dal 20 giugno fino al 26 ottobre 2008
ingresso:
12 € intero
6 € ridotto per cittadini della Comunità Europea tra i 18 anni e i 65 anni.
Gratuito per cittadini della Comunità Europea sotto i 18 anni e sopra i 65 anni.
Orari: martedì - domenica 8,15-18,50
Chiuso il LUNEDì

Una mostra alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti riunisce capolavori della pittura fiamminga portati a Firenze dalle famiglie dei mercanti nel periodo che va dal 1430 al 1530. Il confronto con il Rinascimento fiorentino apre una riflessione stimolante su stili e influenze.
INTERVISTA alla dott.ssa Cristina Acidini, Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino
Vedendo accanto pitture degli antichi fiamminghi olandesi e dei fiorentini del Quattro e del Primo cinquecento si capisce che c'è stata una sorta di attenzione, specialmente da parte dei fiorentini, molto viva ed entusiastica che ha portato i pittori a prendere in prestito delle soluzioni particolari.

Il fatto di aver messo a confronto, fisicamente, come non avveniva dal 1947 (l'ultima mostra dedicata a questo tema), originali di due grandi civiltà pittoriche - quella degli antichi Paesi Bassi e quella fiorentina - dà luogo a un incontro che solamente dal vivo ha il suo senso. I libri naturalmente sono importanti ma non danno questa serie di emozioni e opportunità di approfondimento.

Qui ci sono lavori che vengono anche dalle gallerie fiorentine stesse: gli Uffizi sono dei grandi prestatori. Ma tolti dal percorso abituale della Galleria degli Uffizi e inseriti in quello che è davvero un percorso di nuovo dialogo, anche i quadri più conosciuti acquistano improvvisamente una valenza nuova e diversa che ci induce a vederli con altri occhi.

Mugello culla del Rinascimento - Giotto, Beato Angelico, Donatello e i Medici
(
Gen)
"Donatello, Brunelleschi e l'Uomo in Croce" - Convento del Bosco ai Frati, San Piero a Sieve
"Medici in armi" - Palazzo dei Vicari, Scarperia
"Le ville dei Medici" - Museo della Manifattura Chini, Borgo San Lorenzo
"Il Mugello e le arti: Giotto, il Beato Angelico e Andrea del Castagno" - Museo di Vicchio
Mugello - Firenze
fino al 30 novembre
sito ufficiale: www.mugellorinascimento.it

Un importante evento promosso dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze in quattro sedi espositive del Mugello, terra di origine dei Medici, dove l'arte fiorentina ha le sue radici e i suoi fondamenti, con Giotto, Beato Angelico e Andrea del Castagno.

Mugello culla del Rinascimento - Giotto, Beato Angelico, Donatello e i Medici -
(BOSCO AI FRATI)
"Donatello, Brunelleschi e l'Uomo in Croce"
Convento del Bosco ai Frati, San Piero a Sieve
fino al 30 novembre
sito ufficiale: www.mugellorinascimento.it

Mugello culla del Rinascimento - Giotto, Beato Angelico, Donatello e i Medici -
(SCARPERIA)

"Medici in armi" - Palazzo dei Vicari, Scarperia
fino al 30 novembre
sito ufficiale: www.mugellorinascimento.it

Il Palazzo dei Vicari di Scarperia ospita una delle quattro sezioni della mostra Mugello Culla del Rinascimento. Argomento: I Medici in armi.

Arrivano dalla Galleria degli Uffizi i ritratti di Medici illustri. Quello di Cosimo, realizzato dal Bronzino e il Duca Alessandro, dipinto dal Vasari. Mentre è di Giovan Battista Naldini il ritratto di Giovanni dalle Bande Nere con la moglie, Maria Salviati.

Proprio la figura del grande condottiero dei Medici, patriarca del ramo “granducale” della famiglia, è l'occasione per esplorare gli usi militareschi del Rinascimento, attraverso armature ed equipaggiamenti dell'epoca.

Cornice ideale di questa rivisitazione storica è il Palazzo dei Vicari, del 14o secolo. Al suo interno, oltre a numerosi affreschi, si trova il Museo dei Ferri Taglienti che documenta l'antichissima attività dei coltellinai a Scarperia.

Con la Card Mugello Culla del Rinascimento – costo 5 euro – è possibile visitare, per tutto il periodo della mostra, anche le altre sedi: il Palazzo Medici Riccardi di Firenze, quella del Museo della Manifattura Chini a Borgo San Lorenzo dedicata alle Ville dei Medici, il Convento del Bosco ai Frati a San Piero a Sieve con opere di Donatello e Brunelleschi e il Museo Beato Angelico a Vicchio che riunisce per 'occasione opere di Giotto, il Beato Angelico e Andrea del Castagno.
Oltre ad agevolazioni di vario tipo.

L'orario dei Musei è unificato dal giovedì alla domenica, con una navetta la domenica per percorrere l'intero itinerario.

Mugello culla del Rinascimento - Giotto, Beato Angelico, Donatello e i Medici -
(VICCHIO)

"Il Mugello e le arti: Giotto, il Beato Angelico e Andrea del Castagno" -
Museo di Vicchio (Mugello) - Firenze
fino al 30 novembre
sito ufficiale: www.mugellorinascimento.it

Mugello culla del Rinascimento - Giotto, Beato Angelico, Donatello e i Medici -
(BORGO SAN LORENZO)

fino al 30 novembre
sito ufficiale: www.mugellorinascimento.it

Mugello culla del Rinascimento - Giotto, Beato Angelico, Donatello e i Medici
(
Intervista dott. Edoardo Speranza)
"Donatello, Brunelleschi e l'Uomo in Croce" - Convento del Bosco ai Frati, San Piero a Sieve
"Medici in armi" - Palazzo dei Vicari, Scarperia
"Le ville dei Medici" - Museo della Manifattura Chini, Borgo San Lorenzo
"Il Mugello e le arti: Giotto, il Beato Angelico e Andrea del Castagno" - Museo di Vicchio
Mugello - Firenze
fino al 30 novembre
sito ufficiale: www.mugellorinascimento.it

I grandi bronzi del Battistero. L'arte di Vincenzo Danti, discepolo di Michelangelo
Museo del Bargello - 15 aprile al 7 settembre 2008
orario: tutti i giorni 8.15-18; chiuso il 2° e il 4° lunedì del mese
biglietti: intero € 7

Chi era Vincenzo Danti? Il restauro effettuato sui grandi bronzi che fino al 2006 si trovavano sulla porta sud del Battistero è l'occasione per far scoprire al grande pubblico un artista che si merita a pieno titolo di essere annoverato tra i grandi del Rinascimento. Al Museo del Bargello.

Protagonisti dell'esposizione sono appunto i soggetti della Decollazione del Battista. Il lavoro dell''Opificio delle Pietre Dure ha riportato i bronzi a nuova luce e la possibilità di guardarli da così vicino, come nessuno dei contemporanei li ha mai visti, esalta ancora di più la loro teatralità e potenza.

Fiorentino d'adozione ma perugino di nascita, Vincenzo Danti rimase per molti anni al servizio di Cosimo I.

Uno dei suoi capolavori Danti lo realizzò proprio per lui: lo sportello in bronzo per la cassaforte del tesoretto, tra i più bei rilievi in bronzo esistenti.

La fama di artista d'eccellenza Danti se l'era guadagnata già giovanissimo, realizzando a Perugia la statua in bronzo di Papa Giulio III. Ma sarà la sua permanenza a Roma, a dare l'impronta decisiva alle sue sculture. A Roma Vincenzo Danti scopre Michelangelo. Il discepolo sceglie il maestro. Ne vede le opere e ne rimane folgorato. L'incontro tra i due c'è, ma è breve. Michelangelo non “insegna” a Vincenzo l'arte della scultura. Fu ciò che il Buonarroti realizzò, la sua arte e il modo di concepirla, la tecnica del non finito e l'essere un uomo di tutte le arti e saperi, che cambiò per sempre la vita e il lavoro di Danti.

I grandi bronzi del Battistero. L'arte di Vincenzo Danti, discepolo di Michelangelo
Intervista alla curatrice della mostra dott.ssa Paolozzi Strozzi
Museo del Bargello - 15 aprile al 7 settembre 2008
orario: tutti i giorni 8.15-18; chiuso il 2° e il 4° lunedì del mese
biglietti: intero € 7

I grandi bronzi del Battistero. L'arte di Vincenzo Danti, discepolo di Michelangelo è il titolo della mostra al Museo del Bargello dedicata a un artista troppo a lungo sottovalutato.

"Vincenzo Danti era un artista perugino, nato nel 1530 dunque perfettamente contemporaneo di Giambologna e quasi assieme a Giambologna arriva a Firenze nel 1560. Un'artista prediletto da Cosimo I anche perché si è rivelato giovanissimo con la sua opera di esordio, uno straordinario monumento al Papa Giulio III in bronzo che tutt'ora è sulla cattedrale di Perugia.
Michelangelo è il maestro ideale di Danti, lo era dal punto di vista formale e lo é anche dal punto di vista morale. Ci sono meravigliose opere in basso rilievo che il Duca sempre affida al giovane Vincenzo che riescono straordinarie. Oggi queste opere sono tutte al Bargello. Non ci sarebbe stata occasione di una mostra monografica come questa se non fossero andati in restauro due anni fa i tre grandi bronzi che sono il suo capolavoro che coronano la porta sud del Battistero.

Danti abbandona Firenze subito dopo la fusione di questi tre bronzi che lascia come la sua eredità artistica, lascia la città per fare ritorno a Perugia. Nessuno sa perché--forse era già malato, morirà tre anni dopo, o forse non regge la concorrenza con il nuovo astro in ascente che è Giambologna che il Duca Francesco predilige."

Fattori e il Naturalismo in Toscana
Villa Bardini
Sede Costa San Giorgio 4, Firenze 50125
19 marzo - 22 giugno 2008
Orario mostra: ore 9-22 [Chiuso primo e ultimo lunedì del mese]
Ingresso alla mostra: € 6,00 intero

Cento anni fa moriva a Firenze Giovanni Fattori, uno dei principali esponenti della corrente artistica dei Macchiaioli. Molte, quest'anno, sono le iniziative che lo ricordano.

Fattori è stato definito il “grande pittore della natura”. Una mostra mette ora in risalto il verismo di uno dei maggiori esponenti dei Macchiaioli con i giovani artisti che da quel rigore sono stati profondamente influenzati. A Villa Bardini.

Non stiamo parlando di uno di quei pittori la cui arte è stata rivalutata dopo la loro morte. Fattori è stato uno dei primi frequentatori del Caffè Michelangiolo, punto di ritrovo di artisti e letterati toscani, fu professore dell'Accademia della Belle Arti e la sua pittura, celebrata mentre era ancora in vita, ha influenzato la seconda fase della produzione dei Macchiaioli.

Il verismo di questa corrente artistica, il chiaroscuro e l'esaltazione della realtà attraverso la macchia di colore, ben si esprime nei paesaggi naturalistici e Fattori, rimasto per tutta la vita coerente e poco influenzato dalle nuove avanguardie, ne è stato un testimone d'eccezione.

Circa un terzo delle 40 opere in mostra sono di Giovanni Fattori, principalmente quadri di grandi dimensioni. Il resto dello spazio espositivo è dedicato ad artisti che fanno parte della seconda generazione della Macchia: Adolfo e Angelo Tommasi, Raffaello Sorbi, Eugenio Cecconi, Guglielmo Micheli, Ruggero Panerai, Francesco Gioli, Niccolò Cannicci, Egisto Ferroni.

Il realismo della vita umile e contadina, che sarà ricordato come “naturalismo toscano”, ha avuto un padre putativo in Giovanni Fattori e la mostra a Villa Bardini ben ne delinea le caratteristiche principali.

Fattori e il Naturalismo in Toscana (2)
Villa Bardini
Sede Costa San Giorgio 4, Firenze 50125
19 marzo - 22 giugno 2008
Orario mostra: ore 9-22 [Chiuso primo e ultimo lunedì del mese]
Ingresso alla mostra: € 6,00 intero

Quest'anno ricorre il centenario dalla morte a Firenze di Giovanni Fattori, uno dei principali esponenti della corrente artistica dei Macchiaioli. Molte, quest'anno, sono le iniziative che lo ricordano.

A Villa Bardini è possibile esplorare uno degli aspetti della sua pittura, il Naturalismo, messo a confronto con l'eredità che ha lasciato alle nuove generazioni.

Il percorso della mostra si apre con la sezione dedicata a Fattori in cui sono raccolti alcuni quadri di grandi dimensioni raffiguranti scene di vita rurale.

Le altre sale sono tematiche e raccolgono i dipinti dei seguaci di Fattori. Giovani artisti che erano stati suoi allievi o più semplicemente ne avevano ammirato la personalità e il lavoro.

È il caso di Gioli, Cannicci e Ferroni, i maggiori esponenti del naturalismo toscano che prese spunto dall'arte dei macchiaioli nella sezione Pittura dei campi.

In Naturalismo ‘cortese’ è protagonista la vita agreste, mentre la sezione intitolata La Maremma è forse la più caratteristica, trattandosi di un luogo particolamente caro ai pittori macchiaioli.

Infine La veduta urbana che raccoglie dipinti ispirati alle rappresentazioni della vita cittadina di Parigi. Gioli e Panerai immortalano Firenze: le Cascine, Piazza San Gallo. E non è difficile scorgervi l'impronta di Fattori.

L'arte dei macchiaioli fu breve, 15 anni circa. Ma la loro pittura, caratterizzata da una forte toscanità, non passò inosservata alle nuove leve.

Fattori e il Naturalismo in Toscana (3)
Intervista alla dott.ssa Francesca Dini Curatrice della mostra.
Villa Bardini
Sede Costa San Giorgio 4, Firenze 50125
19 marzo - 22 giugno 2008
Orario mostra: ore 9-22 [Chiuso primo e ultimo lunedì del mese]
Ingresso alla mostra: € 6,00 intero

Fattori è uno dei maggiori protagonisti della vicenda dei Macchiaioli toscani. Sono i realisti che si fanno interpreti di quel processo di democratizzazione delle arti inaugurato in Francia dall'opera di Goustave Courbet.

La novità d questo gruppo di artisti, che ha vita molto breve - soltanto 15 anni di attività di gruppo - è aver introdotto lo strumento della Macchia. Cercare di restituire attraverso un dettaglio del vero, della natura, una complessità ideale e di valore che sono poi i valori dell'età risorgimentale, cioè dell'Italia che va costituendosi in nazione.

In questa mostra di Villa Bardini, che si è ispirata anche alle bellezze naturali del giardino circostante - una location unica che ci permette di guardare dalle finestre e di vedere Firenze ai nostri piedi - avrà per tema il naturalismo fattoriano. Fattori che affronta la tematica della natura e in questa tematica ha molto seguito, soprattutto dopo il 1870 quando, chiusa l'epoca risorgimentale, le nuove generazioni ameranno molto guardarsi intorno, guardare alla vita cittadina, alla vita dei campi, alla vita sociale di questa Italia ancora molto rurale.

Questi artisti troveranno però in Fattori un punto di riferimento importante. Fattori è in questo senso un po' il caposcuola non soltanto della Macchia ma anche per le nuove generazioni.

2008 - Francesco Furini - Un'altra bellezza
Palazzo Pitti - Museo degli Argenti - Piazza Pitti - Firenze
22 dicembre 2007 / 27 aprile 2008
Orari: febbraio: 8.15–16.30 - marzo: 8.15–17.30 - aprile: 8.15–18.30
Chiusura: primo e ultimo lunedì del mese

Il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti offre l'occasione per scoprire, o riscoprire, un periodo poco conosciuto della pittura fiorentina: il seicento. E lo fa con la prima mostra monografica mai dedicata all'artista sensuale e innovatore che di quel secolo fu uno degli esponenti più geniali: Francesco Furini.

Il percorso si snoda proprio nelle sale della residenza estiva dei Medici dove si trovano gli unici affreschi realizzati da Furini su commissione del Granduca Ferdinando II che raffigurano L' Accademia platonica di Careggi e L' allegoria della morte di Lorenzo il Magnifico.

Ed è in questa sede naturale che emergono, in un'ombra quasi densa, le figure perlacee, lunari di Francesco Furini. Nudi di donne dai seni procaci e gambe flessuose [AURORA E CEFALO]. Atmosfere erotiche tenuamente colorate tra azzurro e lapislazzulo.
Soggetti sacri e figure mitologiche che sembrano sculture risvegliate alla vita, sospese tra i velluti dell'allestimento delle sale.

Sono in mostra 38 dipinti provenienti da musei internazionali [ANDROMEDA, HERMITAGE] e una ventina di disegni.
Si scorge l'influenza di Caravaggio [GIUDITTA, AUTORITRATTO] ma soprattutto lo studio della scultura classica, maturato da Furini nei suoi soggiorni romani, e dello sfumato di Leonardo da Vinci.

2008 - Francesco Furini - Un'altra bellezza (2)
Palazzo Pitti - Museo degli Argenti - Piazza Pitti - Firenze
22 dicembre 2007 / 27 aprile 2008
Orari: febbraio: 8.15–16.30 - marzo: 8.15–17.30 - aprile: 8.15–18.30
Chiusura: primo e ultimo lunedì del mese

Il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti offre l'occasione per scoprire, o riscoprire, un periodo poco conosciuto della pittura fiorentina: il seicento. E lo fa con la prima mostra monografica mai dedicata all'artista sensuale e innovatore che di quel secolo fu uno degli esponenti più geniali: Francesco Furini.

Il percorso si snoda proprio nelle sale della residenza estiva dei Medici dove si trovano gli unici affreschi realizzati da Furini su commissione del Granduca Ferdinando II che raffigurano L' Accademia platonica di Careggi e L' allegoria della morte di Lorenzo il Magnifico.

Ed è in questa sede naturale che emergono, in un'ombra quasi densa, le figure perlacee, lunari di Francesco Furini. Nudi di donne dai seni procaci e gambe flessuose [AURORA E CEFALO]. Atmosfere erotiche tenuamente colorate tra azzurro e lapislazzulo.
Soggetti sacri e figure mitologiche che sembrano sculture risvegliate alla vita, sospese tra i velluti dell'allestimento delle sale.

Sono in mostra 38 dipinti provenienti da musei internazionali [ANDROMEDA, HERMITAGE] e una ventina di disegni.
Si scorge l'influenza di Caravaggio [GIUDITTA, AUTORITRATTO] ma soprattutto lo studio della scultura classica, maturato da Furini nei suoi soggiorni romani, e dello sfumato di Leonardo da Vinci.

2008 - Museo di Scienze Planetarie di Prato
Via Galcianese, 20/h - Prato
orario:
sett-magg - mar-dom 8.30-13.30, 15-19; giu-lug - mar, gio, ven: 9.30 - 19.30; - merc, 9.30-23
Chiuso il lunedì ed il 2 giugno
agosto: mar-ven: 15-19
- primo e quarto fine settimana (4, 5, 24, 25 agosto): 15 – 19
- secondo e terzo fine settimana (11, 12, 18, 19 agosto): chiuso
- tutti i lunedì, martedì 14 e mercoledì 15: chiuso
biglietto - intero, €5, ridotto, €2,50
Per ulteriori informazioni: www.mspo.it

Avrete visto gli splendidi gioelli in esposizione sul Palazzo Vecchio, ma solo qui, a Prato, si possono osservare i minerali nel loro stato puro. Fai un salto nello spazio al Museo di Scienze Planetarie a Prato. Corridoi morbidi e misteriosi ti portano in orbita con i pianeti, attraverso esposizioni interattive che dispongono di schermi e cuffie individuali. Vuoi vedere l'inizio dell'universo? Tira la tenda ed entra in un mini-planetario—mentre la musica sale e le immagini guizzano davanti a te, sarai trasportato in un viaggio incredibile alla scoperta della formazione di stelle e pianeti. Il museo offre visite guidate per tutte le età e le esigenze—dall'aspirante Galileo al turista curioso. Il meteorite più grande che esiste in Italia, pezzi della luna e delle stelle riempiono la sala principale del museo. Questa scatola dei tesori di cristalli e pietre preziose vale già in sé il viaggio—ricordati che bastano trenta minuti in treno per arrivare a Prato da Firenze.

2008 - Stars on Stage, MNAF - 01
Museo Nazionale Alinari della Fotografia
Firenze, Piazza Santa Maria Novella, 14a
orari: 9.30 - 19.30; sab 9.30 - 23.30 -chiuso mercoledì
ingresso: 9 € (lunedì 6 €) - fino al 25 marzo

Stars on Stage, rassegna fotografica dei divi dell'età d'oro di Hollywood e l'industria cinematografica internazionale. (Seeten Productions)


2008 - Stars on Stage, MNAF - 02
Museo Nazionale Alinari della Fotografia
Firenze, Piazza Santa Maria Novella, 14a
orari: 9.30 - 19.30; sab 9.30 - 23.30 -chiuso mercoledì
ingresso: 9 € (lunedì 6 €) - fino al 25 marzo

Le immagini iconografiche dei divi Hollywoodiani come Brando, Marilyn, e gli altri sono in gran parte dovute al genio e la pazienza di un talentuoso fotografo americano. (Seeten Productions)

2008 - Ottone Rosai – Cinquanta dipinti in mostra
Palazzo Medici Riccardi, Via Cavour 3 - Firenze
27 gennaio - 06 aprile 2008
La mostra è aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00, è chiusa il mercoledì.
Il biglietto intero costa 5 €, quello ridotto 3,5 €. Il biglietto consente di visitare anche il percorso museale di Palazzo Medici Riccardi con la cappella di Benozzo Gozzoli, la Sala Luca Giordano e il Museo dei Marmi.
Per informazioni: 
Palazzo Medici Riccardi, via Cavour 3 tel. 055 2760340 oppure Ufficio Informazioni Turistiche APT Firenze tel. 055 290832/3

Nel 1957 moriva Ottone Rosai, grande pittore fiorentino del Novecento. Pur passando attraverso gli anni del futurismo, fatti di ordine e rigore, Rosai scelse di dedicare le sue morbide pennellate a figure umili e popolane. Una mostra a Palazzo Medici Riccardi ripercorre il suo ricchissimo curriculum artistico.

Sono presenti circa 50 opere, tra conosciute e inedite, provenienti da collezioni pubbliche e private. Quadri che vanno dagli anni '10 agli anni '50 e che evidenziano come Ottone Rosai fosse ispirato da pittori più o meno contemporanei, come Cezanne, ma che portasse in sé, quasi geneticamente, gli elementi della pittura rinascimentale del Quattrocento.

Tra le opere più famose, L’uomo della panchina del 1930; il Ritratto del padre e Via Toscanella del 1922; l'esperienza del pittore durante la grande guerra [Vallesina ],la plasticità dei suoi nudi [Nudo disteso (1947), Atleta (1948), Nudo di ragazzo (1950)]

E ancora paesaggi, interni, nature morte. Un panorama completo su un pittore da scoprire, o ri scoprire nella sua energia assolutamente moderna.
(SeeTen Production)

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